Questo Rapporto ONU del 2000 afferma apertamente la “necessità” della cosiddetta “immigrazione sostitutiva” per far fronte al declino e all’invecchiamento della popolazione del vecchio continente, e in particolar modo dell’Italia. Invece di programmare politiche per la crescita e il sostegno della famiglia, si ipotizzano flussi migratori tali da sostituire dal 30 al 40% della popolazione, col risultato non solo di contenere il costo del lavoro grazie a un’abbondanza di lavoratori sbandati e disposti a tutto, ma anche di distruggere le identità nazionali che fanno ancora da argine al disegno liberista del mondialismo. Alla luce della resistenza a questo disegno da parte del nostro governo si può leggere il recente attacco al nostro paese da parte dell’ONU, che vuole mandare ispettori per verificare il livello di violenza razzista in Italia. Ricordiamo che l’Italia non è un paese razzista: è solo un paese comprensibilmente arrabbiato e impaurito dalla ipocrita e pericolosa retorica  dell’accoglienza. 

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